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Roland Garros, Osaka: “Monfils un esempio per tutte le persone nere che si sono riviste in lui”

Naomi Osaka vuole dare una sterzata a una stagione anonima. Benché il ranking WTA la veda stabile alla posizione numero 16, la quattro volte campionessa Slam non vuole accontentarsi del minimo indispensabile. Al Roland Garros, dove esordirà contro Laura Siegemund, la ex numero 1 del mondo ha intenzione di ribadire che è tornata per essere protagonista, non una comprimaria di lusso. In conferenza stampa, la giapponese si è soffermata su tante tematiche. Dall’ultimo tango di Gael Monfils e dell’esempio che il francese è stato per i giocatori neri fino al suo carattere introverso. E una riservatezza che si è acuita ancora di più con la nascita della figlia Shai. Un connazionale le chiede anche dell’imminente ritiro di Kei Nishikori, uno dei molti di questo 2026 insieme a quello di Monfils. “Sono così grata per tutto quello che hanno fatto per questo sport, soprattutto per me” dice Naomi. “Essendo giapponese, aver potuto guardare a lui come modello, vedere tutto ciò che ha raggiunto, in un mondo in cui il tennis giapponese non era mai arrivato così lontano come aveva fatto lui in quel momento… È stato davvero fonte di ispirazione”. E quel sogno di poter essere a sua volta un esempio: “Sono davvero felice di esserci riuscita. E avrei voluto solo esserci riuscita più in fretta, poter, tipo, “tenere la bandiera” insieme a lui più a lungo”. Osaka: “Monfils è un esempio per le persone nere. Mi sarebbe piaciuto essere più estroversa sin dai primi tempi” D: Ti riferisci spesso a Gael come al GOAT. Puoi spiegare perché, per favore? Quanto è stato importante, credo, per te come giocatrice, come giovane giocatrice nera, vedere lui lì per così tanto tempo mentre cresceviNaomi Osaka: “Onestamente per me vedere una rappresentazione è così importante e, nel tennis femminile, crescendo ho avuto Serena Williams e Venus Williams. Quindi ero molto grata a loro. Nel tennis maschile ho sempre ammirato lui e Jo-Wilfried Tsonga per tantissimo tempo. Penso che sia davvero molto importante. E ovviamente sta arrivando una nuova ondata di ragazzi francesi neri. Posso vedere che lui ha ispirato – spero abbia ispirato, anzi, so per certo che ha ispirato – molti giocatori qui. Mi piace davvero il modo in cui si comporta, il modo in cui rappresenta tutti noi, ed è davvero una persona fantastica. È bello parlare con lui adesso, perché parliamo dei nostri figli. È divertente avere questa cosa in comune con lui”. D: Volevo chiederti della fama e del tuo rapporto con l’idea della fama, di come sia cambiato nel corso degli anni e se ricordi la prima volta in cui hai pensato: ‘Wow, in realtà sono famosa’. Dato che sei una persona piuttosto introversa, mi chiedo quanto tu sia a tuo agio, a questo punto della tua carriera e con tutto quello che hai fatto, con l’idea di essere famosaNaomi Osaka: “Non mi sono mai sentita famosa. Sento di aver viaggiato in tutto il mondo e che ci siano persone che sanno chi sono. Però sono davvero grata di non essere famosa, perché mi piace poter uscire, camminare in giro, fare tutte queste cose. Penso che sia bello che ci siano persone che dicono che le ho ispirate o che ho significato molto per loro in certi momenti della loro vita, ma il mio sogno è non essere famosa”. D: Tornando a Gael, ricordo quando facevi quelle dirette Instagram, e lui era uno degli ospiti. Mi chiedevo, guardando indietro, perché per te era un grande passo interagire davvero con gli altri giocatori, se potessi raccontare un po’ di quel periodo e di quella conversazione con Gael? E guardando a come sei adesso – dato che hai detto che, tornando nel tour, ti sei sentita più aperta con tutti – pensi che ti avrebbe fatto bene esserlo già prima nella tua carriera, oppure eri felice di stare nel tuo guscio nei primi anni?Naomi Osaka: “È una domanda difficile, perché ovviamente a questo punto ho conosciuto tantissime persone, ma ci sono voluti anni prima che riuscissi ad aprirmi. Sento che, per me, sono stati dolori della crescita. Avrei dovuto cambiare completamente la mia personalità. Ovviamente una grande parte del mio percorso di crescita e del costringermi a essere più estroversa è arrivata con la nascita di mia figlia, quindi non cambierei nulla. Certo, mi sarebbe piaciuto conoscere tutti molto prima. Però non credo che cambierei drasticamente. Inoltre, per esempio con Gael Monfils, ieri ho fatto una cena, lui c’era, e ho invitato anche molti altri giocatori, quindi in quel momento mi sono sentita davvero molto estroversa, ed è stato davvero bello”. ...

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